I sanguanei e i giganti delle cime

La Leggenda che racconta di esseri che popolano le nostre montagne

Sanguanel

I sanguanei e i giganti delle cime

L'antica torre parrocchiale in Canal Inferiore portava per gli usi sacri tre campane, una delle quali aveva scolpita la data 1670; la maggiore, come dice la tradizione, venne fusa nella piazza di Canale, operazione che fu accompagnata dalle solite feste popolari, e doni femminili d' orecchini ed anelli d' oro e d' argento, ai quali si vorrebbe attribuire la sua bontà. 

Il peso era di libbre 278 la piccola, di libbre 443 la mezzana, di libre 1200 circa la maggiore. 

Quando dopo il 1829 per le inondazioni la vecchia torre dovette demolirsi, le campane vennero collocate presso la Cappella del Mas, dopo sopra terra e coperte da tetto di legname. 

Uguale collocamento ebbero dal 1842 al 1851 presso la nuova chiesa parrocchiale. A quell'epoca il parroco Giuseppe Sartori, nativo di Fiera, poté ottenere che fossero trasportate nella torre di recente costruita. 

Ma non erano più che due, mentre la piccola, rottasi da qualche anno, aveva finito d'esistere. La vigilia dei Santi del 1851 esse suonavano nella loro stabile dimora. 

Ma dopo decoroso per la parrocchia l' aver due sole campane, mentre Caoria dal 1849 ne aveva tre, e Ronco dal 1851 ne aveva quattro, perciò lo stesso parroco Sartori nel gennaio del 1857 proponeva ai parrocchiani il bisogno in cui si trovava la chiesa e la necessità di fare una spesa per le campane. Il desiderio era generale, ed ognuno prometteva di concorrere secondo le proprie forze. 

Intanto il parroco scriveva a S.M.I.R. Ferdinando I per averne qualche sussidio. E qual fu l'universale sorpresa quando, per mezzo di don Nicola Negrelli, bibliotecario alla Corte, pervenne in Canale una lettera contenente fiorini 300 viennesi! Questo vistoso regalo animò il parroco, che diede mano al lavoro. 

Nel maggio 1857, dietro invito, comparve il signor Bartolomeo Chiappani fonditore di campane di Trento, il quale giudicò necessario un più dispendioso progetto, che, riconosciuto ragionevole, fu pienamente acetato. 

Esso era di questo tenore: si conservasse la campana maggiore e ne fossero aggiunte altre tre nuove adoperando il metallo delle due più piccole che esistevano nell' antica torre. 

Il progetto era gigantesco, e sebbene le condizioni del contratto fossero pesanti, pure il capo Comune Giovanni Stefenon ed il parroco lo sottoscrissero, animati dalla confidenza di poter supplire onoratamente... 

Nel luglio del 1857 da Canale partivano il parroco e il capo Comune alla volta di Trento, per ricevere in consegna le campane, la cui fusione era avvenuta in quei giorni. 

Il venti agosto, collocate sul carro, partivano dalla fonderia Chiappani e verso sera arrivavano a Borgo, dove erano giunti da Canale trenta uomini per riceverle, con due carri e tre paia di buoi. 

Con questi rinforzi si avviavano per Strigno e Castel Tesino, dove si giungeva col terminare del giorno ventuno. Anche la erano arrivati sussidi di forze umane, e gli uomini toccavano i cento! 

Il ventidue per t'empissimo, con meraviglia di tutti, si vedevano tre carri tirati da buoi e da uomini canalini avviarsi per la strada delle Forche sulla montagna delle Bene, dove giunse verso il mezzogiorno. 

Ristorati gli uomini con magnifica polenta, il convoglio si rimise in viaggio. Giunti alla Croce dell' Arpaco, Canale venne avvisato del nostro avvicinarsi e ci fu risposto con lo sparo dei mortaretti. Fu precipitosa la discesa, ma senza guai. 

Venimmo incontrati da tutto il popolo tratto dalla curiosità di vedere le sue campane, e quasi trionfalmente al tramonto del sole del ventidue agosto 1857 potemmo consegnare in chiesa le tre nuove campane, e sospenderle per la Benedizione... Seguì il battesimo: alla maggiore venne posto il nome di Maria, alla mezzana Cecilia, alla piccola Barbara. 

Il sabato successivo alla benedizione, essendo già state innalzate sul castello, le tre nuove campane, ben concertate con la vecchia, annunciavano allegramente a tutti i parrocchiani la solennità del titolare, che si avrebbe celebrata il giorno dopo... 

Il loro concerto riuscì appieno, ed il tempo le rende sempre più sonore, cosicché restarono soddisfatti i parrocchiani, e fu provveduto al decoro delle funzioni ed all' onore del paese.

 

Testo tratto da "La Valle del Vanoi" di Ferruccio Romagna