Orari celebrazioni Settimana Santa

verso la Pasqua

Pasqua la prospettiva giusta  per guardare e vivere la vita Carissimi fratelli e sorelle, il mistero della Passione, Morte e Risurrezione del Signore ha segnato per sempre la vita del mondo. All’inverno succede sempre la primavera, dopo la tempesta arriva sempre il bel tempo. L’acquazzone – una volta passato – esalta sempre il profumo della natura. Pasqua non è solamente una festa liturgica, ma diventa la fonte della vita. Faccio mie le parole di don Tonino Bello e ve le dono come augurio pasquale: “La Pasqua frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi, e perfino la morte, dal versante giusto: quello del «terzo giorno». Da quel versante le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell’agonia, ma i travagli del parto. E le stigmate,
lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d’ora le luci di un mondo nuovo. Pasqua, festa che ci riscatta dal nostro passato! Allora, Coraggio! Non temete! Non c’è scetticismo che possa
attenuare l’esplosione dell’annuncio: “le cose vecchie sono passate: ecco ne sono nate nuove”. Cambiare è possibile. Per tutti. Non c’è tristezza antica che tenga. Non ci sono squame di vecchi fermenti che possano resistere all’urto della grazia
…”. Finirà anche questa lunga Quaresima (legata alla Pandemia) che ci pone una domanda quanto mai fondamentale: quali gli ingredienti per una nuova quotidianità dopo il tormento del Covid-19? Non sarà come prima! È il tempo di desiderare una nuova normalità. Il desiderio, per sant’Agostino, è essere già incamminati verso il dono che cerchiamo: il desiderio di fraternità è già fraternità, il desiderio di perdono è già perdonare, il desiderio di preghiera è già pregare. Forse questa lunga quaresima ci obbliga (se i nostri occhi e le nostre orecchie sono aperti all’accoglienza) a smetterla di lamentarci per impegnare le nostre forze per costruire un domani migliore dell’oggi che ci siamo ritrovati. Ènella piccola e personale responsabilità, che trova forza la necessità di riscoprirci comunità autentica e aperta a tutti. Basta col fare tutto una questione diprincipio (solamente per non perdere i propri diritti) o di apparenza. Abbiamobisogno di sostanza per essere persone nuove: per esserci nella vita gli uni deglialtri. Buona Pasqua! 

d. Nicola e tutti i sacerdoti collaboratori